
Novità WILSON STEVENRequiem For A Village"Volevo tornare a un tipo di musica in cui si possano sentire le metaforiche impronte del pollice, dando risalto ai gesti umani e agli errori nella musica: cose che non si possono creare usando un software. Per esempio utilizzando solo synth analogici con tutta la loro imprevedibilità, oppure strumenti non perfettamente intonati. Questo mi ha anche portato a prendere in mano il violino e l'oboe, o a cimentarmi alla batteria: a suonare strumenti che non so realmente padroneggiare ma da cui volevo estrarre qualcosa che mi ispirasse in modi inattesi. Ad approcciare la musica con un senso di innocenza per vedermi dove mi avrebbe condotto. E tutto questo mi ha portato al villaggio". Così Steven Wilson presenta e spiega il suo nono album solista "Requiem For A Village", ambientato in un immaginario villaggio al di fuori del tempo e dello spazio ma che si nutre di suggestioni cinematografiche ("The Wicker Man" alias "L'uomo di vimini"), pittoriche (Stanley Spencer), storico-letterarie (M. R. James, Algernon Blackwood) e televisive (vecchi programmi della TV per ragazzi), oltre che di folklore britannico. 54 minuti di "cinema per le orecchie" (come scrive il sito xsnoize) cui hanno contribuito il polistrumentista Randy McStine, il batterista Russell Holzman e la cantante Katherine Priddy track list
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